Come sfiatare i termosifoni senza errori

Mani che controllano un termosifone bianco, suggerendo come sfiatare i termosifoni per un riscaldamento efficiente.

Scritto da

Egidio Sala

Pubblicato il

28 ott 2026

Indice

Quando un termosifone resta freddo nella parte alta, fa rumore o scalda in modo irregolare, spesso il problema è l’aria intrappolata nel radiatore. Capire come sfiatare i termosifoni permette di ripristinare la circolazione dell’acqua con pochi strumenti, migliorare il comfort e controllare la pressione della caldaia senza interventi complicati.

L’essenziale per eliminare l’aria dai radiatori in sicurezza

  • Impianto spento: esegui lo sfiato con i termosifoni freddi, dopo circa 30-60 minuti di attesa.
  • Valvola corretta: intervieni sulla piccola valvola nella parte alta del radiatore, non sulla manopola termostatica.
  • Segnale decisivo: lascia uscire l’aria finché arriva un flusso d’acqua continuo, poi richiudi senza forzare.
  • Pressione da controllare: in molti impianti domestici il valore a freddo è compreso tra 1 e 1,5 bar.
  • Quando fermarsi: se il radiatore non ha una valvola di sfiato o la pressione cala spesso, serve un tecnico.

Perché nei termosifoni si accumula aria

Un impianto di riscaldamento distribuisce acqua calda dalla caldaia ai radiatori e poi la riporta al generatore. Durante i mesi di spegnimento, dopo un rabbocco o in seguito a piccoli interventi sull’impianto, può entrare aria nel circuito e raccogliersi nella parte superiore dei termosifoni.

Il sintomo più tipico è un radiatore caldo sotto e freddo sopra. Anche gorgoglii, sibili e zone che rimangono tiepide indicano spesso la presenza di bolle d’aria. In questa situazione l’acqua non occupa correttamente tutto il radiatore e il calore si distribuisce peggio, con possibile aumento dei tempi di funzionamento della caldaia.

Io non aspetterei che il problema diventi evidente in tutta la casa. Un controllo all’inizio della stagione fredda, soprattutto dopo l’estate, evita di confondere un semplice sfiato con un guasto più serio.

Mani guantate raccolgono acqua da un bicchiere per aiutare a come sfiatare i termosifoni, liberando l'aria intrappolata.

Prepara il radiatore prima di aprire la valvola

Lo sfiato va fatto con impianto spento e termosifone freddo. Spegni la caldaia o il comando del riscaldamento e attendi almeno 30-60 minuti, così l’acqua smette di circolare e l’aria tende a raccogliersi nella parte alta del radiatore.

Prima di iniziare, prepara:

  • una chiave di sfiato per termosifoni oppure un cacciavite a taglio, se la valvola lo consente;
  • un panno o uno straccio;
  • una bacinella o un contenitore basso per raccogliere l’acqua;
  • una torcia, utile quando la valvola è dietro un mobile o in una posizione poco illuminata.

Se il radiatore ha una valvola termostatica, imposta la manopola sul valore massimo durante l’operazione. La valvola termostatica regola il flusso dell’acqua, mentre quella di sfiato è una piccola vite separata, di solito collocata nella parte alta del termosifone.

Negli impianti autonomi puoi controllare anche il manometro della caldaia prima di cominciare. Se la pressione è già molto bassa, lo sfiato potrebbe farla scendere ulteriormente.

La procedura corretta per sfiatare i termosifoni

La sequenza è semplice, ma conviene procedere con calma. L’errore più comune è aprire troppo la valvola oppure svitarla completamente, cosa che può provocare una fuoriuscita d’acqua difficile da controllare.

  1. Spegnere il riscaldamento e attendere che il radiatore sia freddo.
  2. Posizionare il contenitore sotto la valvola e proteggere il muro con un panno.
  3. Inserire la chiave nella valvola di sfiato e ruotarla lentamente, in genere di circa mezzo giro.
  4. Attendere il sibilo dell’aria in uscita, senza avvicinare il viso alla valvola.
  5. Quando il sibilo diminuisce e arriva acqua in modo regolare, richiudere la valvola.
  6. Asciugare eventuali gocce e ripetere l’operazione sugli altri radiatori.

La valvola deve restare aperta solo il tempo necessario. All’inizio può uscire una miscela di aria e acqua, talvolta scura a causa dei residui presenti nel circuito. Quando l’acqua esce senza interruzioni e senza gorgoglii, il radiatore è stato sfiatato.

Non stringere con forza. Una chiusura moderata è sufficiente e riduce il rischio di danneggiare la filettatura o la guarnizione. Se la valvola è bloccata, non usare pinze e non aumentare la leva: meglio fermarsi prima di trasformare una piccola manutenzione in una perdita.

Controlla la pressione dopo lo spurgo

Durante lo sfiato esce anche una piccola quantità d’acqua, perciò la pressione dell’impianto può diminuire. Terminato il lavoro, controlla il manometro della caldaia quando il circuito è ancora freddo.

Valore indicativo a freddo Interpretazione
Meno di 1 bar Pressione bassa, il riscaldamento potrebbe funzionare male.
Circa 1-1,5 bar Intervallo comune per molti impianti domestici.
Oltre 2 bar Valore da verificare secondo il manuale della caldaia.

Questi numeri sono indicativi: fa sempre fede il valore previsto dal produttore. Se la pressione è bassa, puoi aprire con cautela il rubinetto di carico sotto la caldaia, se sai riconoscerlo, e richiuderlo appena raggiunto il livello corretto. Non lasciarlo aperto durante il funzionamento.

Dopo il rabbocco controlla che non ci siano perdite e riaccendi il riscaldamento. Trascorsa circa un’ora, verifica se il radiatore si scalda in modo uniforme. In alcuni impianti può essere necessario ripetere lo sfiato una seconda volta.

Cosa cambia tra impianto autonomo e centralizzato

Con una caldaia autonoma puoi controllare direttamente sia i radiatori sia la pressione del circuito. Se invece vivi in un condominio con riscaldamento centralizzato, puoi occuparti della valvola del tuo radiatore, ma non devi intervenire sulla caldaia comune né sul sistema di riempimento dell’impianto.

In un appartamento su più livelli l’aria tende a concentrarsi più facilmente nei radiatori dei piani alti. Io partirei da quelli che mostrano i sintomi più evidenti e procederei verso i radiatori più lontani dal generatore, seguendo comunque le indicazioni dell’amministratore o del manutentore quando l’impianto è condominiale.

Se abiti in affitto, lo sfiato ordinario del radiatore è in genere un’operazione semplice, ma cali ripetuti di pressione, perdite o malfunzionamenti della caldaia vanno segnalati al proprietario.

Quando lo sfiato non risolve il problema

Un radiatore freddo dopo lo spurgo non significa necessariamente che ci sia ancora aria. La causa può essere una valvola termostatica bloccata, un detentore troppo chiuso, un filtro ostruito o un impianto non bilanciato. Il detentore è il rubinetto posto nella parte bassa del radiatore che regola il flusso di ritorno.

Evita di modificarlo alla cieca. Il bilanciamento idraulico richiede di confrontare il comportamento di più radiatori e, se fatto male, può peggiorare la distribuzione del calore nelle altre stanze.

Serve un tecnico anche quando la pressione scende di nuovo dopo pochi giorni, il manometro sale da solo, compaiono perdite o il radiatore in ghisa non dispone di una vera valvola di sfiato. In quest’ultimo caso non conviene allentare dadi e raccordi: l’acqua può uscire rapidamente e la tenuta potrebbe non essere più ripristinabile.

Il controllo stagionale che evita rumori e sprechi

Lo spurgo è una manutenzione rapida, ma funziona bene solo se è accompagnato dal controllo della pressione e dall’osservazione del comportamento dei radiatori. Prima dell’accensione autunnale pulisco le superfici, verifico che le valvole si muovano e ascolto eventuali gorgoglii nei primi giorni di funzionamento.

Se l’aria torna spesso nello stesso radiatore, non continuare semplicemente a sfiatare. La ricomparsa del problema è un segnale che può indicare una perdita, un rabbocco frequente o un’anomalia nel circuito. In quel caso una verifica professionale è più utile di molti piccoli interventi ripetuti.

Per la maggior parte dei radiatori domestici bastano una chiave, un panno e qualche minuto di attenzione. La regola più importante resta semplice: lavorare a impianto freddo, aprire poco la valvola e controllare sempre la pressione prima di rimettere in funzione il riscaldamento.

Domande frequenti

Il segnale più tipico è il radiatore caldo nella parte bassa e freddo in quella alta. Anche gorgoglii, sibili e zone che restano tiepide possono indicare aria intrappolata nel circuito.

Spegni il riscaldamento e attendi 30-60 minuti, poi metti un contenitore sotto la valvola e aprila lentamente di circa mezzo giro. Lasciala aperta finché il sibilo termina e l'acqua esce con flusso continuo, quindi richiudila senza forzare.

A impianto freddo, in molti impianti domestici la pressione è compresa tra 1 e 1,5 bar. Sotto 1 bar può essere troppo bassa, mentre oltre 2 bar il valore va verificato consultando il manuale della caldaia.

La valvola di sfiato è la piccola vite nella parte alta del radiatore e serve a far uscire l'aria. La manopola termostatica regola invece il flusso dell'acqua e non deve essere svitata per eseguire lo spurgo.

È consigliabile fermarsi se la pressione cala di nuovo dopo pochi giorni, compaiono perdite, il manometro sale da solo o la valvola è bloccata. Serve un tecnico anche quando il radiatore non dispone di una vera valvola di sfiato o resta freddo dopo lo spurgo.

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Egidio Sala

Egidio Sala

Mi chiamo Egidio Sala e ho 12 anni di esperienza nel campo degli impianti domestici, della domotica e dell'efficienza energetica. La mia passione per queste tematiche è nata dalla mia curiosità per le nuove tecnologie e il loro impatto sulla vita quotidiana. Mi piace aiutare le persone a comprendere come ottimizzare i loro spazi e migliorare il comfort delle loro abitazioni attraverso soluzioni innovative e sostenibili. Scrivo di vari aspetti legati a questi argomenti, cercando sempre di offrire informazioni utili e aggiornate. Il mio approccio è quello di semplificare concetti complessi, confrontare fonti e seguire le ultime tendenze del settore per garantire che i lettori possano prendere decisioni informate. Sono impegnato a fornire contenuti chiari e accessibili, per rendere la tecnologia alla portata di tutti.

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